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Approfondimenti

 A quel tempo, quando regnava Dionisio I, era una delle città più grandi e potenti del Mediterraneo, abbellita da templi e palazzi, giardini e fontane, ricca di denaro, cultura e potere. Era una città ideale secondo Platone, che la visitò diverse volte, riponendo in essa le sue speranze di rinnovamento politico e sociale.

Era una città magnifica secondo Simonide, Pindaro, Bacchilide ed Eschilo, che cantava della sua bellezza. Una città di enorme potenza militare, capace di fronteggiare  Cartagine e Atene. L’isola fu fondata nel 734 a.C. dai coloni di Corinto che sono stati ispirati  nella scelta del nome dalle saline locali chiamate Syraka.

È altamente improbabile che questi coloni avessero già qualche idea del grande futuro che la loro colonia era destinata ad avere, ma è certo che l’espansione iniziò quasi immediatamente, con la sottomissione di tutti i luoghi vicini.

Nel V secolo l’influenza siracusana si fece sentire in tutto il Mediterraneo e in questa città vi furono eventi collegati che furono decisivi per la storia di quegli anni: la sconfitta dei Cartaginesi vicino a Himera nel 480 a.C.; la sconfitta degli Etruschi a Cuma nel 474, impedendo la loro espansione verso sud; la vittoria sugli Ateniesi nel 413, in una delle più grandiose battaglie navali dell’antichità.

Fu solo con grandi sacrifici e inganni che nel 212 a.C. i Romani riuscirono a conquistare la città, che aveva le meravigliose difese fatte da Archimede. Nonostante un certo declino, Siracusa rimase la città più nota e più importante della Sicilia, e infatti l’imperatore d’Oriente Costante II ne fece per un periodo la capitale del suo Impero.

Con la conquista araba nell’878 Siracusa perse la sua supremazia tra le città siciliane e iniziò il suo lento declino.

1. COSA VEDERE A SIRACUSA

ARCHEOLOGIA

ARCHITETTURA

MITO

MEDIOEVO

RINASCIMENTO

CLASSICO

ARTE

TEATRO

2.ARTE & CULTURA

Venere Anadiomene
Che sorge dal mare II sec. d.C.

Museo P.Orsi

Cavalluccio Bronzeo
VIII Sec. a.C. Museo P.Orsi
Cratere con cavallo
VII sec. a.C. Museo P. Orsi
Vaso età del Bronzo
Museo P.Orsi
Maestro del Polittico di Santa Maria
Madonna con Bambino in trono e angeli XV Sec. Museo Bellomo
Testa femminile
VII Sec. a.C. Museo P.Orsi
Ceramica di Thapsos Età del Bronzo
Museo P.Orsi
Portello tombale
Castelluccio Età del Bronzo

Museo P.Orsi

Cavaliere in terracotta
Kamarina, VI sec. a.C. Museo P.Orsi
Dea Madre
Megara Hyblaea, VI sec. a.C.

Museo P.Orsi

Gorgone
Siracusa VI sec. a.C.

Museo P.Orsi

Giovane da Lentini
Statua in marmo VI sec. a.C.

Museo P.Orsi

Madonna del Cardillo
Domenico Gagini sec. XV

Museo Bellomo

Mosaici Tellaro
Villa Romana del Tellaro

IV Sec. d.C.

Annunciazione
Antonello da Messina 1474.

Museo Bellomo

Seppellimento S.Lucia
Caravaggio 1608.

Chiesa S.Lucia alla Badia

HERITAGE CULTURALE

VIDEO CRONACA SU SIRACUSA

3. LE SEDUCENTI PROPOSTE DELLE GUIDE TURISTICHE

4. ESPERIENZE SIRACUSA & DINTORNI

5. LE MIGLIORI SPIAGGE DI SIRACUSA

6. CONSIGLI SUL BERE & MANGIARE

7. VITA NOTTURNA

8. TRASPORTI SIRACUSA

9. VISITARE LA PROVINCIA DI SIRACUSA

10. APPROFONDIMENTI

Cosa-vedere-a-Siracusa-Pantalica

1.300 a.C.

Cosa-vederea-Siracusa-Pantalica

Accesso: libero. Orario di apertura: aprile-settembre 7-19, ottobre 8-17 marzo. Attrezzatura necessaria: scarpe da trekking o da ginnastica + acqua + cappello in estate. Rete mobile: no. Superficie totale: 3.712 ettari. Comuni: Ferla, Cassaro, Buscemi, Palazzolo Acreide

Punti di interesse: Grotta dei pipistrelli, necropoli nordica, villaggio bizantino Cavetta, Anaktoron, necropoli nord ovest, necropoli del Filliporto, piccolo museo, fiume Anapo, fiume Calcinara, fiume Cavagrande

ACCESSO LATO SORTINO
Itinerari Sicilia
ACCESSO LATO CASSARO
Itinerari Sicilia

La Riserva, fondata nel luglio del 1997 , si trova nella zona dell'”altipianio Ibleo”, che caratterizza gran parte della Sicilia sud-orientale. Il territorio della riserva costituisce un notevole complesso di grande interesse in termini di geomorfologia, natura, paesaggio , storia, archeologia ed etnoantropologia.

Cosa vedere a Siracusa Pantalica Tomba-Multicelle
Tombe

Il sito di Pantalica nella Sicilia sud-orientale è meglio conosciuto per i suoi vasti cimiteri di tombe a camera scavate nella roccia risalenti al 13 ° ed al 7 ° secolo a.C. Si stimano circa 5000 tombe  distribuite  intorno ai fianchi di un grande promontorio situato alla congiunzione del fiume Anapo con il suo affluente, la Calcinara.

Oltre al suo interesse archeologico è una importante riserva naturale (Riserva Naturale Orientata Pantalica) con una varietà di flora e fauna locali e grotte naturali (in particolare la Grotta dei Pipistrelli).

Vari percorsi facilitano l’accesso dei visitatori, tra cui una linea ferroviaria dismessa (smantellata nel 1956) lungo il fondovalle dell’Anapo. Si può accedere al promontorio direttamente con una macchina da Ferla, o percorrendo la vecchia mulattiera dal parcheggio sulla strada da Sortino e attraversando il torrente Calcinara.

Nel 13 ° secolo a.C. alcuni insediamenti costieri furono abbandonati probabilmente a causa dell’arrivo dei Siculi nell’isola e l’inizio di condizioni più instabili, Pantalica offriva una difesa naturale.

Pantalica evidentemente fiorì per circa 600 anni, dal 1250 al 650 a.C. circa. L’attuale nome del sito risale probabilmente al primo medioevo o al periodo arabo. L’antico nome del sito è incerto, ma è associato da alcuni archeologi con Hybla, dopo un re siculo di nome Hyblon, che è menzionato da Tucidide in connessione con la fondazione della colonia greca di Megara Hyblaea nel 728 a.C.

Cosa vedere a Siracusa Anaktoron
Anaktoron

Per molti secoli prima della colonizzazione greca Pantalica fu indubbiamente uno dei principali siti della Sicilia orientale dominando il territorio circostante  compresi gli insediamenti sussidiari. Verso il 650 aC, tuttavia, sembra essere stata una vittima dell’espansione della città di Siracusa, che in quel periodo costituì un avamposto ad Akrai (Palazzolo Acreide).

Tuttavia, era ancora occupata durante l’antichità classica, dal momento che reperti del IV-III secolo a.C. (periodo ellenistico) sono attestati, così come durante i periodi tardo antichi o bizantini. Dopo il 12 ° secolo era probabilmente in gran parte deserta e oscurata da Sortino.

I resti visibili oggi consistono principalmente di numerose camere funerarie preistoriche scavate nella roccia calcarea, a volte dotate di un portico o di un breve corridoio d’ingresso di fronte alla camera funeraria, originariamente sigillata con pietre o una lastra. Ci sono anche alcune grandi case scavate nella roccia con date incerte (spesso dette bizantine, ma forse di origini precedenti).

Il cosiddetto Anaktoron o palazzo principesco, situato vicino alla cima della collina, è anche controverso. Il pensiero di alcuni archeologi originariamente era un edificio della tarda età del bronzo ispirato agli edifici  dell’età del bronzo (micenea), fu più certamente occupato nel periodo bizantino.

I resti di un grande fossato difensivo  tagliato nel calcare  sono chiaramente visibili a Filiporto (sul

Cosa vedere a Siracusa Vaso Pantalica
Vaso funerario

lato occidentale del promontorio, più vicino a Ferla). Questo probabilmente risale al 4 ° secolo a.C . e rappresenta un’opera difensiva di progettazione militare greca, probabilmente in linea con la politica di Dionisio di Siracusa, progettata per proteggere i siti alleati nell’entroterra.

Ci sono anche tre piccole cappelle medievali scavate nella roccia popolarmente chiamate la Grotta del Crocifisso (vicino al cimitero del Nord), la Grotta di San Nicolicchio (sul lato sud) e la Grotta di San Micidario (a Filiporto), che conservano molto deboli tracce di affreschi e attestare la presenza di piccole comunità monastiche.

Il sito fu principalmente scavato tra il 1895 e il 1910 dall’illustre archeologo italiano Paolo Orsi, sebbene la maggior parte delle tombe fosse stata già rigata o svuotata molto prima del suo tempo. I reperti scavati da Orsi sono esposti nel Museo Archeologico di Siracusa. Includono i caratteristici vasi di terracotta brunita e oggetti metallici, tra cui armi (piccoli coltelli e pugnali) e oggetti di abbigliamento, come fibule di bronzo (spille) e anelli, che sono stati collocati con il defunto nelle tombe. La maggior parte delle tombe conteneva tra 1 e 7 individui di tutte le età e di entrambi i sessi. Molte tombe sono state evidentemente riaperte periodicamente per ammettere altre sepolture.

La durata media della vita umana in quel momento era probabilmente intorno ai 30 anni. La dimensione della popolazione preistorica è difficile da stimare dai dati disponibili, ma potrebbe facilmente essere stata di 1000 o più persone.

Pantalica ha cinque cimiteri distribuiti su una vasta area:

Cosa vedere a Siracusa sentieri-pantalicaLa necropoli di Filiporto consiste di quasi 1000 tombe, situate sul lato sud-occidentale del promontorio (accessibile dalla strada da Ferla). Nella stessa area si trovano i resti del fosso roccioso difensivo di epoca successiva (probabilmente IV secolo a.C.) che attraversa il promontorio nel punto più stretto.

La necropoli nord occidentale è una delle più antiche (12 ° -11 ° secolo a.C.) ed è attraversata dalla strada asfaltata proveniente da Ferla.

La necropoli di Cavetta ha tombe e case scavate nella roccia della preistoria e periodi successivi e può essere vista dalla strada e le piattaforme di osservazione designate.

La necropoli nord è uno spettacolare cimitero di circa 1000 tombe che ricoprono i pendii molto ripidi che dominano il fiume Calcinara  meglio visti dalla pista proveniente da Sortino e dalle piattaforme di osservazione vicino al sentiero. Resti di grandi dimore scavate nella roccia si trovano sui pendii più dolci verso est.

La necropoli meridionale si estende lungo il fiume Anapo per oltre 1 chilometro ed è facilmente visibile dalla carreggiata sul fondo della valle (un sentiero vi porta giù dall’Anaktoron). La vecchia stazione ferroviaria, restaurata, ha informazioni sulla fauna e la flora locali.

Il cosiddetto Anaktoron (un palazzo principesco miceneo) in cima alla collina è un edificio a più stanze di grandi blocchi con varie sale rettangolari  scavate nel XIX secolo da Paolo Orsi. Le sue origini sono oscure (vedi sopra) ma furono certamente utilizzate nel periodo bizantino come attestano le tegole e le ceramiche.

Come raggiungere in auto:

Da Siracusa e Catania (autostrada A18) prendere l’uscita Sortino.

Da Ragusa SS194 guidare verso Giarratana – Buccheri – Sortino (Accesso principale) o proseguire in direzione Giarratana Palazzolo, Cassaro Ferla (Accesso secondario)

Itinerario a piedi Pantalica Totale (andata e ritorno) 9 km suddivisi in diversi percorsi.

 
La valle del fiume Anapo
Cosa vedere a Siracusa Valle dell'Anapo
Anapo

Itinerario a piedi nella valle dell’Anapo 13 km andata + 13 km Ritorno. Difficoltà: facile.

ACCESSO LATO SORTINO
Itinerari Sicilia
ACCESSO LATO CASSARO
Itinerari Sicilia

Accanto a Pantalica scorre il fiume Anapo – che è il principale tra i numerosi corsi d’acqua perenni negli Iblei e uno dei più lunghi in Sicilia – parte dal Monte Lauro e, scorrendo verso est, sfocia nel grande porto di Siracusa. A causa delle sue caratteristiche geo-morfologiche e dell’orientamento generale la valle dell’Anapo è solitamente divisa in tre tratti. Il primo, tra il Monte Lauro e il Palazzolo Acreide si estende con un vasto  altopiano; nel secondo  inizia ad assumere la caratteristica conformazione del canyon (burrone), diventando stretto e con pareti molto ripide  tortuoso con grandi meandri rigogliosi in vegetazione; nel terzo tratto  verso sud-est dalle pendici del Monte Climiti fino al mare, la valle diventa grande e arcuata.

Cosa-vedere-a-Siracusa-Monti-Iblei

Borghi-Iblei-Ferla3

Partendo da Siracusa un tour in macchina vi porterà tra i borghi Medievali dei monti iblei , piccoli centri abitati raggiungibili attraverso percorsi tra le valli degli Iblei. Di seguito le principali opere Architettoniche da vedere durante brevi soste indicate nel percorso.

Cassaro, Chiesa di S. Antonio Abate 1760

Borghi-Iblei-Cassro

Costruita tra il 1693 ed il  1760 per volere dei  cittadini che parteciparono attraverso cospicue donazioni in denaro. I fianchi della  scalinata sono impreziositi da decorazioni geometriche originali. La facciata, progettata da Domenico Blamato di Floridia, si presenta in stile barocco, ben slanciata con tre campane. Nel disegno originario era prevista una loggia ospitante una campana fregiata che non è mai stata posta in opera. Il portale d’entrata è delimitato da due splendide colonne ornate da superbe decorazioni. Ai lati del portale sono in bella mostra due nicchie che contengono le statue di Sant’Antonio Abate e della Madonna col Bambino.

Ferla, Basilica di S. Sebastiano Chies 1481 / 1741

Borghi-Iblei-Ferla2

Ricostruita dopo il terremoto  del 1693 su un esistente chiesa del 1400 su progetto dell’architetto – scultore Michelangelo Di Giacomo da Buccheri, completata nel 1741 in stile barocco ibleo. Dopo la riedificazione il tempio risultò essere più imponente del precedente al punto di competerper il titolo di chiesa madre di Ferla.

Buccheri, Chiesa S.Maria Maddalena

Borghi-Iblei-Buccheri

Ricostruita nel 1750  con  facciata ad opera dell’architetto buccherese Michelangelo Di Giacomo  conserva all’interno la statua marmorea della Maddalena  scolpita nel 1508 da Antonello Gagini,   un crocifisso ligneo del XVI secolo posto nell’altare centrale, una tela seicentesca raffigurante San Michele nella navata sinistra e un quadro raffigurante Sant’Ambrogio, patrono del paese  della metà del secolo XVIII.

Buscemi, Chiesa S. Antonio da Padova

Borghi-Iblei-Buscemi

Definita un esempio particolare nel panorama barocco siciliano per il movimento dato alla facciata. L’interno, che ricalca probabilmente l’impianto architettonico seicentesco, custodisce una statua lignea settecentesca dell’Addolorata di grande intensità plastica, e alcune tombe di componenti della famiglia Requesenz. Questa chiesa era infatti la chiesa votiva della famiglia Requisenz.

Palazzolo, Basilica di S.Paolo

Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Chiesa-S-Paolo

La Chiesa di San Paolo, patrono di Palazzolo Acreide, ricostruita nel XVIII secolo grazie alla carità è davvero spettacolare . Ha una splendida facciata barocca a torre composta da tre piani con alte colonne e archi che terminano con l’elegante campanile in cima. Le tre navate si estendono tra capolavori di arte religiosa, siano esse sculture, dipinti o dettagli architettonici, come quelli che enfatizzano l’originalità del quarto altare a sinistra che sembra sfidare ogni legge della fisica. L’attenzione, tuttavia, viene immediatamente trasmessa all’altare, incorniciata da due grandi colonne a spirale: al centro, dietro la grande tela di Crestadoro raffigurante la Conversione di San Paolo, c’è la statua del santo che brandisce una spada, scolpita su legno in 1567 di Vincenzo Lorefice

Canicattini Bagni , Ponte Alfano

Borghi-Iblei-Ponte-Alfano

Il ponte di S. Alfano costruito nel  1796 collega Canicattini Bagni al feudo di S. Alfano. Le due statue ai lati del grande arco portano in mano un pane e un fiasco di vino. Una leggenda vuole che le due statue rappresentino due personaggi dai nomi di Currarinu e Calamaru, due campieri divisi da profondo odio e rivalità, i quali un giorno si dettero appuntamento sul ponte per sfidarsi. Il duello condusse loro ad uccidersi a vicenda.

Cosa-vedere-a-Siracusa-Noto
Cosa-vedere-a-Noto-Statua
Già rinominata “La Capitale del Barocco”, non poteva restare fuori dall’elenco delle bellezze
costituenti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO: nel 2002 vi entra a gran diritto!
Noto è uno dei gioielli più pregiati del barocco siciliano.
Potrete ammirare il suo splendore ancora prima di giungervi, dato che si tratta di un paese arroccato
su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro.
Importante centro siculo, romano, bizantino e poi arabo, fu distrutto dal tragico terremoto del 1693.
Tuttavia, tale catastrofe naturale, fu elemento chiave nella ricostruzione barocca del tessuto
architettonico urbano, così da rendere Noto oggi una magnifica città d’arte.
Furono chiamati, infatti. gli artisti più brillanti dell’epoca da tutta la Sicilia, che la progettarono
come la scenografia di un film, studiando le prospettive per renderla perfetta.
Sono tante le attrazioni che offre questa cittadina, cominciando proprio dalla Porta Reale che ne delinea l’elegante ingresso. Un arco di trionfo risalente all’800, progettato e costruito in occasione della visita del Re delle Due
Sicilie, Ferdinando II.
Percorrendo la via di ingresso, giungerete in piazza del municipio circondata da ben quattro edifici:
il palazzo comunale, la chiesa del Santissimo Salvatore (1791-1801), il palazzo vescovile e
lo splendido duomo di San Nicolò (1771), che domina dall’alto di una scenografica scalinata. Nelle piazza XVI Maggio sorgono invece la chiesa di S. Domenico (1727), con facciata curvilinea,
e il convento domenicano con un bellissimo portale bugnato. Nella chiesa del Crocifisso si conserva
la statua della Madonna della Neve scolpita dallo scultore Francesco Laurana nel 1471.
Da sottolineare la tradizionale “infiorata” di Noto, una grande festa in cui, solo una volta l’anno (la
terza domenica di maggio) la città diventa un tripudio di composizioni floreali che colorano e profumano intensamente le splendide strade di questa meravigliosa cittadina.
 
L’arco di trionfo
Cosa-vedere-a-Noto-Arco-di-Trionfo
L’arco trionfale, lungo l’arteria principale, segna l’inizio della città. Sormontato da tre sculture simboliche – una torre con merlature (potenza), un cane (fedeltà) e un pellicano (sacrificio) – il monumento fu eretto durante una visita a Noto di Ferdinando II di Borbone, che lo inaugurò nel 1838.
 
 
 
 
Chiesa S.Francesco all Immacolata
Cosa-vedere-a-Noto-Chiesa-S-Francesco-Immacolata
La Chiesa di San Francesco all’Immacolata sorge in cima a un’imponente scalinata a destra dell’asse principale. Fu costruita, insieme al convento annesso, nel 1704-1745. La chiesa ha una sola navata, secondo l’usanza francescana. Tutte bianche, le pareti sono decorate con stucchi in stile rococò.
 
 
 
Chiesa di San Domenico
Cosa-vedere-a-Noto-Chiesa-San-Domenico
Splendida chiesa barocca fu costruita tra il 1703 e il 1727 sotto la direzione dell’architetto Rosario Gagliardi, in realtà è una delle opere barocche meglio conservate della città.
 
 
 
 
 
 
La Cattedrale
Cosa-vedere-a-Noto-CattedraleLa cattedrale, che si trova in cima a una scala monumentale, fu iniziata pochi mesi dopo il terremoto, ma fu completata solo nel 1770. La facciata, priva di ornamenti e stravaganze, incorpora motivi barocchi ed elementi classici. Le tre navate della chiesa sono divise da alti pilastri con doppie lesene. Nella cappella, nella parte posteriore della navata destra, è conservata l’Arca d’argento del santo patrono della città, San Corrado.
 
 
 
 
Palazzo Ducezio
Cosa-vedere-a-Noto-Palazzo-Ducezio
Di fronte alla cattedrale si trova Palazzo Ducezio che ospita il municipio. Progettato dall’architetto Sinatra, il palazzo, rialzato rispetto alla piazza in cui sorge, fu costruito nel 1746-1830 con un unico piano. Un centinaio di anni fa si sovrapponeva un secondo piano. Interessante, all’interno, la sala di rappresentanza  ricca di dorature e stucchi.
 
 
 
 
Palazzo Nicolaci di Villadorata
Cosa-vedere-a-Noto-Villadorata
Il  Palazzo Villadorata, si affaccia su Via Nicolaci, una stretta strada laterale,con un’ampia  facciata  ravvivata da balconate sporgenti in ferro battuto sostenute da ogni sorta di sporgenze, con figure umane e animali in mezzo a volute e arabeschi, la manifestazione più estrema del barocco di Noto. Costruito nel 1731, il palazzo, che per lungo tempo fu la residenza dei principi di  Villadorata, è stata recentemente acquistata in gran parte dal consiglio comunale. In esso ci sono novanta stanze, e nei soffitti ci sono affreschi del 18 ° secolo. Interessante la  “Sala degli Specchi” (Camera degli specchi)
 
 
 
La chiesa di Montevergine
Cosa-vedere-a-Noto-Chiesa-di-Montevergine
Alla fine la strada è chiusa dalla chiesa di Montevergine, attribuita all’architetto Sinatra. All’esterno è di forma concava, chiusa tra due torri laterali; dentro c’è un’unica navata, lungo la quale ci sono colonne corinzie.
 
 
 
 
 
 
 

Itinerari Sicilia  UFFICIO TURISTICO Corso Vittorio Emanuele 135

 
 
 
 
 
 
 
Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Copertina

Vicende di Palazzolo

Il sito fu abitato dal XII secolo a.C. ma la sua storia e’ nota dall’insediamento dei Corinzi di Siracusa nel 664 a.C. quando fu fonadata Akrai.

La città è cresciuta in bellezza e ricchezza tanto che ha battuto moneta tra il 210 e il 125 a.C. Quando i Romani arrivarono la città divenne civitas stipendiaria, veniva pagato un tributo fisso a Roma.

Akrai fu distrutta dall’esercito arabo intorno all’827 d.C.  e ogni traccia dell’antica città fu persa per secoli. La popolazione costruì una nuova città, menzionata per la prima volta nel 1145 dal geografo Edrisi che la chiamò Balansùl o Palatiolum.

Sorse su un piccolo sperone roccioso sotto il primo sito per conto dei Normanni attorno al castello. La città divenne di nuovo ricca quando gli ordini religiosi arrivarono lì nel sedicesimo secolo. L’attuale struttura della città è il risultato della ricostruzione barocca dopo il terremoto del 1693. Oggi Palazzolo Acreide è una città ricca di folclore, feste religiose e vivace vita culturale, soprattutto in estate.

La Chiesa di San Paolo, patrono di Palazzolo Acreide, ricostruita nel XVIII secolo grazie alla carità è davvero spettacolare . Ha una splendida facciata barocca a torre composta da tre piani con alte colonne e archi che terminano con l’elegante campanile in cima. Le tre navate si estendono tra capolavori di arte religiosa, siano esse sculture, dipinti o dettagli architettonici, come quelli che enfatizzano l’originalità del quarto altare a sinistra che sembra sfidare ogni legge della fisica. L’attenzione, tuttavia, viene immediatamente trasmessa all’altare, incorniciata da due grandi colonne a spirale: al centro, dietro la grande tela di Crestadoro raffigurante la Conversione di San Paolo, c’è la statua del santo che brandisce una spada, scolpita su legno in 1567 di Vincenzo Lorefice.
 
 
Chiesa Madre (Chiesa Madre)
Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Chiesa-S-Madre
La chiesa principale dedicata a San Nicola, costruita su una preesistente chiesa normanna, ha una facciata quadrata e semplice. Conserva molte opere d’arte a partire dagli altari: quasi tutte sono in marmo policromo e adornate con preziosi pilastri e intagli. Dipinti di Olivio Sozzi, come quello raffigurante le Anime del Purgatorio, si affiancano a opere di alto valore come il Martirio di San Ippolito che molti studiosi attribuiscono a Mario Minniti, o il bellissimo altare monumentale dove si può ammirare il dipinto San Nicola di Myra di Paolo Tanasi. Notevoli sono anche la statua di Cristo alla Colonna, tra l’altare maggiore e la cappella a sinistra, e la croce dipinta del XVI secolo.
 
Chiesa di San Sebastiano
Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Chiesa S Sebastiano
La Chiesa di San Sebastiano si erge su una scalinata monumentale che collega l’ingresso alla chiesa con la piazza antistante, che è stata abbassata durante la ricostruzione post-terremoto. Fu completato nel 1768. La sua facciata ha la caratteristica forma di una torre, con la parte centrale che si alza e termina con un campanile. L’interno è diviso in tre navate, e ci sono molte opere d’arte di valore, tra cui una S. Margherita di Cortona attribuita da alcuni a Vito D’Anna, da altri a Olivio Sozzi.
 
 
 
 
 
 
La chiesa dell’Annunciazione
Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Chiesa-Annunziata
La Chiesa dell’Annunziata ha una bella facciata che mantiene in parte lo spirito del tempo in cui fu costruita, cioè tra il XIII e il XIV secolo. Nel 1474 Antonello da Messina dipinse L’Annunciazione per questa chiesa, che oggi è conservata al Museo Bellomo di Siracusa. La facciata, che è stata ricostruita nel XVIII  secolo, ha splendite colonne a spirale e una trabeazione decorata con festoni intagliati di frutta. All’interno, una bella Signora del Carmelo, scolpita nel 1700, e l’altare maggiore con preziosi intarsi marmorei che riproducono quadri di fiori e bellissimi uccelli.
 
 
 
 
 
 
Chiesa dell’Immacolata Concezione
Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Chiesa-dell-Immacolata
La Chiesa dell’Immacolata Concezione, annunciata dalla bella scalinata che porta fino alla originale facciata convessa, custodisce la statua della Madonna col Bambino realizzata nel 1472 da Francesco Laurana.
 
 
 
 
La villa (giardino pubblico)
Cosa-vedere-a-Palazzolo-Giardino-pubblico
Situato nella piazza Marconi è possibile trovare il giardino pubblico. Ha quattro grandi sentieri lunghi con una grande varietà di alberi secolari, siepi e cespugli. Sul viale centrale si trova una statua in pietra, la “Flora”, di Giuseppe Giuliano.
 
 
 
 
Casa Museo di Antonino Uccello
Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Museo-Antonio-Uccello
Antonino Uccello, creatore della “Casa museo”, fu un poeta e un antropologo. Uccello focalizza la sua attenzione sulla creazione di scene coerenti con l’ambiente  al fine di mostrare al visitatore il modo in cui gli oggetti esposti sono stati utilizzati. Inoltre, si è occupato di rendere versatili alcune aree espositive, rendendole idonee per mostre temporanee riguardanti i diversi aspetti del folklore, a volte valorizzandone il valore estetico e artistico, proponendo in qualche altro modo l’interpretazione dei suoi significati simbolici e comunicativi più nascosti.
Ubicazione: Via Machiavelli 19
Info: 0931 881 499
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 19:00
Biglietto: intero – € 2,00; Prezzo ridotto – € 1,00
 

Museo dei Viaggiatori in Sicilia

Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Museo-dei-Viaggiatori
Il “Museo dei Viaggiatori in Sicilia” è un piccolo museo in cui sono esposte mappe antiche, stampe originali, fotografie, vecchi libri dell’epoca del Grand Tour in Sicilia del XVIII secolo. Annessa all’esposizione c’è la biblioteca che, attraverso testi e consultazioni informatiche, documenta la storia del “viaggio in Sicilia”.
Ubicazione: Palazzo Vaccaro – Via Maestranza 5
Info: 0931 472181
Orari di apertura: lunedì chiuso; Martedì – Domenica dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
Biglietto: € 2,50

 
 
 
 

29 giugno Festa di San Paolo

Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Festa-S-Paolo

A’Sciuta di San Paolo: si tiene il 29 giugno ed è una di quelle feste popolari da non perdere. Alle 13:00, la statua appare sulla cima della scalinata della sua chiesa e un diluvio di ‘nzareddi (strisce di carta) colorate sommergono l’intera piazza (e molte delle strade circostanti), coprendo tutto tra il cielo e la strada.

10 agosto Festa di San Sebastiano

Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Festa-S-Sebastiano

La festa di San Sebastiano viene celebrata il 20 gennaio, giorno in cui si celebra il martirio del santo, e poi di nuovo dal 9 al 17 agosto. Quest’ultimo è il festival “vero”, che raggiunge il suo clou il 10, quando una grande folla attende davanti alla chiesa l’uscita (sciuta) della statua, accolta nella piazza con una pioggia di ‘nzareddi (strisce di colore carta) e fuochi d’artificio.

Prima domenica dopo il 29

Cosa-vedere-a-Palazzolo-Acreide-Festa-S-Michele

 settembre alle 13 la spettacolare “Sciuta” (uscita) della statua del santo in una grandinata di “nzareddi” fuochi d’artificio multicolori. La statua viene portata “a spalla scoperta” in processione per le vie del quartiere, seguita da i credenti e anche le donne che viaggiano a piedi nudi, tra i riti durante la processione c’è la denudazione dei bambini che sono spogliati e alzati di fronte alla statua dell’arcangelo per chiedere la loro protezione contro i mali.

Febbraio Marzo Il Carnevale

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Il Carnevale di Palazzolo è uno dei più antichi della Sicilia, risalente al Medioevo, quando i baroni permettevano di ballare e divertirsi  prima della Quaresima. Tra i  più belli carnevale della Sicilia, con divertenti sfilate di carri allegorici seguiti da folle di maschere grottesche e musica dal vivo quasi ad ogni angolo. Tutte le persone indossano maschere con costumi riccamente colorati e si godono il grande spettacolo.

 
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La riserva naturale orientataOasi Faunistica di Vendicari” è stata istituita nel 1984 dalla Regione Siciliana. Situata precisamente tra Noto e Marzamemi, al suo interno si trova uno degli  ecosistemi più stupefacenti al mondo.

Mare cristallino,  spiagge lunghissime e dorate, paesaggi incredibili, vegetazione mediterranea, osservatori per il bird watching che vi permetteranno di ammirare fenicotteri, aironi, cicogne e altri splendidi volatili.

Importante anche il profilo storico: sono presenti, infatti, alcune latomie (cave di pietra) del V sec a.C. utilizzate nell’antica città greca di Eloro per la costruzione di templi e monumenti.

La Trigona: una Cuba bizantina a pianta quadra con tre absidi, una cupola superiore e un’apertura a oriente in modo tale che, come tradizione, la luce della luna piena entrasse nell’edificio dando inizio alla santa Pasqua.

Risalente all’epoca medievale, poi, la Torre Sveva che con molta probabilità fu costruita da Pietro d’Aragona, conte di Alburquerque e duca di Noto (1406-1438) per segnalare e respingere gli attacchi dei pirati Saraceni e Barbareschi.

Altra meraviglia da visitare, di epoca più recente – 700 –  è la Tonnara di Vendicari: detta anche Bafutu; l’attività della Tonnara, da sempre, è stata facilitata dalla presenza delle saline.

La particolarità della’oasi di  Vendicari è data dai diversi biotipi che la compongono: dalle piscine che formano le paludi alla costa rocciosa e sabbiosa o alla tipica macchia mediterranea. Sia gli ambienti terrestri che circondano le paludi che quelli acquatici sono caratterizzati da una straordinaria varietà di habitat ed eccezionale biodiversità: ciò è dovuto, per quanto riguarda il primo, alla presenza di substrati molto diversi, a particolari caratteristiche idrogeologiche e alle diverse caratteristiche fisico-chimiche delle acque. Quindi gli ambienti terrestri enumerano preziose associazioni fito-sociologiche, proprie di questi sistemi e di una grande varietà di specie, alcune delle quali sono quasi scomparse nel resto della Sicilia. C’è una macchia mediterranea molto densa, che in generale caratterizza il territorio con lentischi, mirti, alatem, spartium, olivastri selvatici, ecc., Ricchi di specie psammo-alofile e alofile. L’ambiente sabbioso costiero comprende, distribuiti in strisce parallele alla costa dalla riva verso l’entroterra, razzo marino, salicornia, spiaggia-erba, Eryngium creticum, euforbia marittima, giglio di mare; spiaggia in fiore, spiaggia di fiordaliso, finocchio marittimo, nelle strisce dietro le dune; una striscia esclusiva, densa e ininterrotta di macchia mediterranea con ginepro, insieme a efedra, lentischio e fillirea nelle dune più interne e indisturbate. Questa grande varietà di ambienti intatti è la base essenziale per la presenza variegata di nicchie ecologiche, altrove inimmaginabili, che offrono rifugio a un numero elevato di specie animali, molte delle quali in via di estinzione in Sicilia. Quindi Vendicari rappresenta non solo un’importante area nevralgica nelle rotte migratorie e svernanti di molte specie di avifauna (oltre 200 specie, alcuni residenti e alcuni nidificanti, tra cui la spatola, l’airone cenerino, la cicogna, il fenicottero, l’ibis lucido , l’oca selvatica, il gabbiano rosa, il palafitta dalle ali nere, il chiurlo di pietra, altri) ma dà anche rifugio a moltissimi mammiferi (toporagno siciliano, ghiro, riccio, toporagno pigmeo, arvicola, porcospino, volpe, donnola, coniglio selvatico ), anfibi e rettili (colubro, serpente d’erba, serpente ratto leopardo, lucertola verde, tartaruga palustre) e insetti.
Importante è anche l’ambiente palustre, dove sono presenti numerose specie di fauna acquatica (pesci, crostacei, rettili, anfibi e insetti) e vegetazione sommersa (alghe e diverse fanerogame, propria di questi ambienti).
L’ambiente marino di fronte a queste paludi – caratterizzato da fondali bassi costituiti sia da rocce coperte da associazioni algali e da ambienti sabbiosi e praterie di Poseidonia oceanica, e popolato da apprezzata fauna ittica (spigola, orata, dassie) – è tra le aree identificate dalla legge per l’istituzione di una riserva marina (AMP).

Itinerari

Parallelamente all’intero tratto costiero della riserva si trovano una serie di facili sentieri (accessibili dagli ingressi Eloro, Calamosche, Principale e Citadella) che si possono percorrere quasi senza sosta, o singolarmente o in segmenti.
Dall’ingresso principale, dove si trova il Punto informazioni e una prima capanna per osservare gli uccelli, una volta raggiunta la spiaggia (7 minuti) è possibile procedere sia a nord che a sud. Nel primo caso, spostandosi tra la costa e le Grandi e Piccole Paludi, in successione incontrerete la torre sveva, la stazione Tina e il centro visitatori (7min), un punto di osservazione (14min) e la spiaggia di Calamosche (37min), da cui con una deviazione (18min) è possibile raggiungere l’entrata dello stesso nome; Dirigendosi verso sud, immersi nella splendida vegetazione con macchia di ginepro, tra la riva e le rive del Roveto e delle paludi del Sichili, incontrerai in successione la foce della palude di Sichili (oltre la quale si giunge ad un ulteriore punto di osservazione sulla palude di Sichili con una leggera deviazione), la spiaggia e l’ingresso (30min).

Dall’ingresso nord, quello di Eloro (vicino all’area archeologica omonima), procedendo verso sud si raggiunge la spiaggia di Stampace e la foce del fiume Tellaro (5min) e la spiaggia di Calamosche (20min), dopo di che è possibile o dirigetevi verso l’entrata di Calamosche o proseguite lungo la costa, verso sud, raggiungendo così i tratti di sentieri precedentemente descritti.

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